Sono Claudio, ho 32 anni e sono originario di Ferrara. Vivo da tre anni a Buenos Aires, dopo aver girovagato per vari lidi che mi hanno lasciato tanto, e da cui mi sono staccato sempre con grande difficoltà. Il mio domicilio è cambiato spesso, la mia casa invece so che rimarrà sempre quella, nella campagna ferrarese, a cui faccio ritorno ogni volta che posso, ma dove, credo, non tornerò per un bel pò. Ho migrato prima per scelta mia, ora non so, me lo chiedo spesso. E mentre cerco di capire, continuo a fare ciò che più mi piace: insegnare.
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Il delta del Tigre

Il delta del Tigre

QUE SE SIENTE?

24 novembre, lunedì. Anzichè iniziare imprecando una nuova settimana di lavoro, la Repubblica Argentina commemora il Giorno della Sovranità Nazionale. Pochi sono i cittadini che conoscono la ricorrenza da festeggiare, in molti però ringraziano e, fin dal venerdì, ne approfittano per trascorrere l’ennesimo ponte regalato dal governo per incentivare il turismo interno. Come tutti gli argentini, mi sembrava oppurtuno dare il mio contributo alla sofferente economia nazionale e uscire dai tentacoli di Buenos Aires, per tuffarmi, è proprio il caso di dire, nel meraviglioso delta dell’immenso Rio Paranà.  Alcuni chilometri prima della foce di questo lunghissimo fiume, che sbocca nel noto Rio de La Plata, si diramano in un’infinità di piccoli canali ed arterie minori che dividono migliaia di piccoli appezzamenti di terra, o isole, come qui vengono chiamate. Su queste isole, ormai da anni, vivono il più disparato genere di gente: persone in fuga dalla caotica capitale, amanti del silenzio, amanti dei rumori della natura, hippies ( o così almeno li definiscono i locali!), classi popolari in fuga dai prezzi esorbitanti della città e soprattutto, il regno della seconda casa per migliaia di portenos ( gli abitanti di Buenos Aires) che durante la bella stagione abbandonano la città in cerca di pace.  Almeno nel tratto più vicino alla città di Tigre è tutto un susseguirsi di case piccole, molto belle con giardini curatissimi con il proprio molo privato, dal quale famigliole felici salutano i turisti del Delta che come me hanno affittato una cabana (a metà fra una casetta ed una palafitta) per il fine settimana. E’ incredibile come dal caos di Buenos Aires in 30 minuti si possa giungere in questo micromondo fluviale, lento, silenzioso e dominato da una natura rigogliosa. Per tre giorni sono stato coccolato dalle premure delle meravigliose sorelle Vitale, Norma e Monica, nel loro bellissimo rifugio chiamato: “Que se siente?”. Sdraiati sul prato leggendo un libro, affacciati sul piccolo molo guardando i motoscafi e le canoe passare, ascoltando le storie di Hugo, cantando folklore argentino in una tavolata da 15 persone, mangiando memorabili grigliate di carne e facendo qualche bagno nel limaccioso fiume, il fine settimana è trascorso alla grande. E martedì si torna a lavorare!   

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Alessandria, finalmente
Vivere a testa in giù: Melbourne.

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Lunedì, 28 Settembre 2020
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