Sono Claudio, ho 32 anni e sono originario di Ferrara. Vivo da tre anni a Buenos Aires, dopo aver girovagato per vari lidi che mi hanno lasciato tanto, e da cui mi sono staccato sempre con grande difficoltà. Il mio domicilio è cambiato spesso, la mia casa invece so che rimarrà sempre quella, nella campagna ferrarese, a cui faccio ritorno ogni volta che posso, ma dove, credo, non tornerò per un bel pò. Ho migrato prima per scelta mia, ora non so, me lo chiedo spesso. E mentre cerco di capire, continuo a fare ciò che più mi piace: insegnare.
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Sovrannaturale potenza della natura

Sovrannaturale potenza della natura

Continuando il viaggio verso le remote provincias argentine meno note ai più, oggi vorrei raccontarvi il viaggio a Misiones. Collocata nella zona della Triple Frontera fra Argentina, Paraguay e Brasile, questa regione è caratterizzata da un caldo clima subtropicale, bagnato da abbondanti precipitazioni che alimentano la meravigliosa selva che occupa gran parte della regione. Quest’angolo povero e periferico d’Argentina, che vive di agricoltura ed allevamento, ospita una delle sette meraviglie naturali della Terra: le maestose cascate di Iguazù.

Essendo italiano, in tutta onestà, non ho mai trovato in Argentina, niente che fosse almeno paragonabile all’incanto delle nostre città, ma da un punto di vista naturale, questo paese è qualcosa di straordinario. La particolarità di essere collocato a latitudini così diverse e, di conseguenza, la varietà climatica che ne deriva, sono elementi ai quali noi siamo abituati, ma ciò che differenzia l’Italia dall’Argentina, è la vastità, l’immensità della natura. Ad Iguazù non si ammira una cascata, ad Iguazù ci si scontra con un complesso di cascate, il cui volume d’acqua ha una portata talmente gigantesca da sentirne un urlo impressionante. Si rimane quasi intimoriti davanti a tanta potenza. Personalmente ho provato quasi un sensazione di brivido, come di una forza talmente superiore all’uomo che ti vien voglia di lasciarti andare e farti travolgere da quella valanga d’acqua. La guida, infatti, mi ha raccontato che, seppur non vengano resi noti i dati, sono numerose le persone che cedono al fascino di tuffarsi nelle acque del Rio Iguazù in coincidenza della confluenza di varie cascate in una gola della vallata: la Garganta del Diablo. Visti gli 80 metri di dislivello, nessuno ha mai potuto raccontare come è stata la sensazione del viaggio.

Note macabre a parte, le cascate sono inserite in un meraviglioso parco naturale, e seppur la Gola del Diavolo, ne rappresenti il punto di maggior effetto scenico, anche i vari percorsi all’interno della giungla sono fantastici. Vi sono vari animali per noi piuttosto strani, come i coatì, un mammifero innocuo che vive a contatto con i turisti, ai quali al massimo, può rubare i panini se vengono lasciati incustoditi. Ci sono variopinti tucani e sonnolenti yacarè, un coccodrillo tipico della zona. Per non parlare della flora e della vegetazione in generale, basti pensare che è la zona con la maggior biodiversità di tutta l’Argentina.

 Dall’altro lato del fiume, c’è il lato brasiliano, anch’esso molto suggestivo, ma più per una visione d’insieme di questa strepitosa fotografia, in quanto non vi si possono fare escursioni così vicine alle cascate come dal lato argentino. Da pochi anni poi, nelle notti di luna piena sono organizzate escursioni particolari, per chi decide di vivere un’esperienza unica, illuminati soltanto dalla luce della luna e delle stelle.    

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Giovedì, 12 Dicembre 2019
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